"La città non è nemica dei gay"

(il Tirreno — 04 settembre 2009)
Pisa, la città amica dei gay. O forse no. Mentre quest’oggi, alle 18 davanti alla prefettura, si terrà un presidio organizzato dall’Arcigay per protestare contro le violenze che in questi giorni, in varie zone d’Italia, hanno avuto come vittime gli omosessuali, ci si interroga per capire se gli accoltellamenti, le bombe carta, e le aggressioni siano un fenomeno del tutto estraneo alla città toscana, o se anche qui, all’ombra della torre pendente qualcosa sta cambiando nel modo in cui vengono viste coppie lesbiche, gay, bisessuali e trans gender. Pisa ha sempre rappresentato un’isola felice per la comunità omosessuale: la vicinanza con Torre del Lago (una delle capitali del movimento gay), la tranquillità dei loro locali (un pub e una sauna) e una diffusa cultura di tolleranza ed inclusione hanno fatto sì che nella città toscana non si siano verificati mai (o quasi mai) episodi spiacevoli. Pare addirittura che la prima manifestazione pubblica dei gay in Italia si sia svolta proprio a Pisa, venticinque anni fa. In autunno si terrà un’iniziativa per ricordare quell’evento. Nessuna discriminazione o violenza, dunque, nei confronti di coloro che hanno gusti sessuali diversi, anche se a ben vedere qualche pagina nera riemerge dalle cronache del passato. «Un paio di anni fa ci sono stati due episodi di aggressione - spiega Marco Michelucci, presidente dell’Arcigay - direi che sono fatti isolati e che nel complesso la situazione è buona: Pisa è città accogliente, anche se ultimamente qualcosa sta cambiando. Lo percepiamo nella nostra attività di tutti i giorni a contatto con le persone: alcuni si fanno meno problemi a prendere una posizione a noi contraria». Un sentore del mutamento di clima lo si era avuto lo scorso agosto, a pochi giorni dal Mardi Gras (la kermesse gay della Versilia), quando l’ascensore e la porta di ingresso della redazione di Gay.it, furono imbrattati con scritte omofobe opera di ignoti: “I vostri uffici bruceranno”. «A parte l’attacco di qualche hacker - spiega Alessio De Giorgi, direttore responsabile del sito e figura di spicco della comunità gay pisana - l’episodio di agosto non ha avuto seguito. Purtroppo, però, occorre dire che la Toscana su certi argomenti si è un po’fermata. Fra gli anni ‘90 e il 2000, ad esempio, Pisa è stata una delle città all’avanguardia su questi temi: il nostro Comune è stato uno dei primi ad approvare un registro delle unioni civili, mentre nel 2004 la Regione si è dotata di una legge contro le discriminazioni. Ora quella stagione progressista sembra terminata anche se per fortuna non c’è quella violenza che si registra in grandi città». Ma una coppia di omosessuali che passeggia mano nella mano per corso Italia o si bacia sulle spallette dell’Arno rischia l’aggressione? «Beh bisognerebbe provare - spiega De Giorgi - dopo gli episodi dei giorni scorsi io non ci metterei la mano sul fuoco». Botte a parte, risatine e battute sgradevoli sono il supplizio (quasi) quotidiano che le persone con gusti diversi devono sopportare. In ufficio o in palestra cambia poco: il pregiudizio non conosce confini o ambienti. «Oramai non ci si fa neanche più caso - spiega Michelucci - purtroppo questi comportamenti non vengono denunciati perché c’è la paura delle ripercussioni sulla famiglia e sul posto di lavoro». Gianni Parrini

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