Massa, la prof boccia la felpa «Con quella non ti voglio in aula»
Il simbolo della marca presente sulla maglia lancerebbe un chiaro segnale erotico. E forse omosessuale.
venerdì 10 ottobre 2008 , di il Tirreno
MASSA. «A scuola con questa maglietta non puoi venire». Questo si è sentito dire uno studente di una media di Massa dalla sua professoressa. E la cosa ha creato un po’ di scompiglio in classe. La maglia “incriminata” era una semplice felpa di una delle marche più note a livello internazionale, sponsor del Moto Gp.
Secondo la professoressa, però, il simbolo della marca presente sulla maglia lancerebbe un chiaro segnale erotico. E forse omosessuale.
Il ragazzino, che invece non riusciva a comprendere il perché di questa cosa, tornando a casa ha riferito tutto ai genitori, che hanno chiesto spiegazioni alla scuola. Secondo la professoressa questo simbolo, o meglio la A con i due puntini, lancerebbe un segnale subliminale.
Rappresenterebbe, secondo l’insegnante, un rapporto omosessuale. E per questo ha invitato il giovane studente a non indossarla più per venire a scuola. Un rimprovero che gli studenti della classe non hanno apprezzato, visto che non hanno capito perché non si potesse indossare questa maglia, non hanno capito se la prof fosse contraria al fatto che la maglia potesse lanciare un messaggio sessuale o se invece fosse una dimostrazione di fobia degli omosessuali.
Una questione che probabilmente verrà ripresa dal dirigente scolastico.
La legge parla del divieto di utilizzare marchi che lancino messaggi occulti e può essere questo il motivo che ha spinto la professoressa a rimproverare l’alunno.
Con una ricerca su internet, infatti, si scopre subito che si parla moltissimo di questo marchio e del riferimento all’atto sessuale.
Ma secondo gli esperti di lettura subliminale, il marchio starebbe a significare ben altro, cioè principalmente l’atto sessuale tra una coppia omosex maschile.
Lo studente, però, a seguito di questa cosa pare abbia dovuto subire anche la derisione da parte dei suoi compagni di classe che hanno iniziato a prenderlo in giro con nomignoli poco simpatici.
Una delle marche più conosciute nel mondo e che certamente all’occhio di ingenui ragazzini di undici e dodici anni non rappresentava altro che una A con due puntini, a seguito della presa di posizione dell’insegnante è diventata il centro dell’attenzione e della curiosità. Difficile da quel momento far proseguire con tranquillità la lezione: i ragazzi hanno iniziato a fare disegni poco gradevoli per cercare di far emergere quello che dal simbolo traspariva appena.
Una situazione che poi il giovane ha affrontato con la famiglia, che nei prossimi giorni si recherà a scuola per avere le spiegazioni in merito a quanto è avvenuto.








Invia nuovo commento