Malattie sessualmente trasmissibili (MST)

In questa pagina raccogliamo alcune informazioni sulle più frequenti malattie sessualmente trasmissibili (MST), cioè infezioni (virali, batteriche o parassitarie) che possono essere contratte attraverso rapporti sessuali vaginali, anali o orali.
Nella maggior parte dei casi, l'uso del preservativo o del femidom durante l'intero rapporto sessuale (e, nel caso maschile, non solo durante l'eiaculazione) consente di ridurre drasticamente i rischi di contagio da MTS.
In altre parole, l'uso del preservativo è consigliabile in tutti i rapporti sessuali (con la sola eccezione, forse, di quelli tra persone coivolte in una relazione sicuramente monogama, dopo aver escluso contagi precedenti).
Le indicazioni raccolte nel seguito non sostituiscono la visita del proprio medico generico o del medico specialista che, se necessario, sapranno effettuare la diagnosi più accurata e consigliare la terapia più adeguata.

Indice


Epatite A

  • Modalità di trasmissione:

    La trasmissione della malattia avviene per via oro-fecale. Risultano a rischio i contatti bocca-ano, dito-ano ed ogni condotta che comporti la contaminazione delle mani o dei cibi che successivamente entrino a contatto con la bocca.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Alcune pratiche sessuali permettono la trasmissione della malattia: rimming , fisting. Il sesso anale protetto non permette la trasmissione del virus.

  • Periodo infettante:

    Il virus ha un’incubazione (periodo in cui è presente l’infezione in assenza di sintomi) di 15-50 giorni; il soggetto è infettante 2 settimane prima della comparsa dei sintomi e una settimana dopo la comparsa di ittero (colore giallognolo della cute).

  • Sintomi:

    La sintomatologia tipica è caratterizzata da: senso di affaticamento, febbre, nausea, inappetenza, vomito, dolore addominale, seguiti dopo pochi giorni dalla comparsa di un colore giallognolo della cute (ittero). Talvolta la sintomatologia potrebbe essere molto più sfumata con assenza di ittero.
    La malattia è sintomatica solo nel 30% dei casi mentre nel 70% dei casi è completamente asintomatica.

  • Decorso:

    È una patologia benigna a risoluzione completa che però nello 0,3% dei casi può presentarsi nella forma fulminante ed essere quindi letale.
    Il rischio che la malattia abbia un decorso sintomatico o evolva verso un’epatite fulminante aumenta con l’aumentare dell’età.

  • Cure:

    Non esiste una terapia specifica. È consigliata una dieta leggera per mettere a riposo il fegato, e si sconsiglia l’uso improprio di farmaci quali: antibiotici, analgesici o antipiretici che favorirebbero il danno epatico. Si consiglia pertanto di rivolgersi al medico curante o di recarsi al pronto soccorso nel caso in cui dovesse presentarsi la sintomatologia sopra riportata.

  • Prevenzione:

    La cottura del cibo, come la pulizia delle mani riduce il rischio di trasmissione del virus.

Epatite B

  • Modalità di trasmissione:

    Pratiche parenterali (iniezioni con siringhe contaminate), trasmissione verticale madre-feto, contagio per via sessuale.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Penetrazione orale/anale/vaginale senza preservativo, pratiche che portino a contatto liquido seminale o sangue con cute o mucose non integre (incluse microlesioni di cui il soggetto può non essere conscio), morsi che portino a inoculazione di saliva.

  • Periodo infettante:

    - Nella fase acuta della malattia
    - Life-time (ovvero per tutta la vita) in soggetti con malattia cronica e portatori asintomatici dell'infezione

  • Sintomi:

    Più del 50% dei casi ha decorso asintomatico, i sintomi più comuni includono malessere, stanchezza, nausea, vomito, mancanza di appetito, dolore avvertito alla bocca dello stomaco, ittero: colorito tendente al giallo della cute e delle sclere (la parte bianca dell'occhio), feci di colore più chiaro e urine color "coca-cola".

  • Decorso:

    Guarigione spontanea nel 90% dei casi (quando la malattia non è contratta nella prima infanzia), possibilità di cronicizzazione ed evoluzione in cirrosi epatica, o di passaggio allo stato di "portatore" clinicamente asintomatico, ma in grado di infettare altri individui.

  • Cure:

    Chemoterapia a base di lamivudina (o altri antivirali) e interferon.

  • Prevenzione:

    È legata all'utilizzo del preservativo e all'evitare di utilizzare strumenti o materiali che vengano in contatto con sangue o fluidi biologici infetti (es. siringhe, lamette da barba, ecc.). È disponibile un vaccino la cui durata copre verosimilmente tutta la vita.

Epatite C

  • Modalità di trasmissione:

    Prevalentemente per contatto della cute o delle mucose con sangue infetto, contagio per via sessuale, contagio intrafamiliare (ovvero tra persone che vivono nella stessa abitazione).

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Sesso orale senza preservativo, sesso anale senza preservativo, pratiche che portino a contatto liquido seminale o sangue con cute o mucose non integre (incluse microlesioni di cui il soggetto può non essere conscio).

  • Sintomi:

    L'infezione può essere del tutto asintomatica, il decorso è in generale molto variabile, i sintomi possono cominciare a comparire fino a 10 anni dopo l'infezione, in media compaiono dopo un periodo che va da 6 a 9 settimane. I sintomi più comuni sono: febbre, nausea, vomito, dolore avvertito alla regione dello stomaco, ittero (vedi Epatite B).

  • Decorso:

    Può avere decorso favorevole, con scomparsa del virus dal sangue entro poche settimane e scomparsa degli anticorpi entro 5 anni, tuttavia in più del 50% dei casi la malattia cronicizza e può portare a cirrosi e insufficienza epatica.

  • Cure:

    Chemoterapia a base di ribavirina (o altri) e interferone.

  • Prevenzione:

    Come l'Epatite B, ma contro l'epatite C non sono ancora disponibili vaccini.

Epatite D/Delta

  • Modalità di trasmissione:

    Vedi Epatite B, più raro il contagio madre-feto. Il virus delta, responsabile di questa malattia, può infettare solo cellule infette con virus dell'epatite B. E' quindi necessario, per lo sviluppo di questa malattia, che il soggetto contragga l'infezione da virus delta DOPO o CONTEMPORANEAMENTE all'infezione con HBV (il virus dell'epatite B).

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Vedi Epatite B

  • Sintomi:

    Nei casi di infezione simultanea al virus dell'epatite B i sintomi sono gli stessi dell'epatite B;
    nei casi di infezione con virus delta susseguente a infezione con HBV si possono avere gli stessi sintomi dell'epatite B o un'epatite fulminante, con esito comune in coma e morte.

  • Decorso:

    Guarigione nel 90% dei casi, a meno di epatite fulminante, possibile cronicizzazione.

  • Cura:

    Prevalentemente a base di interferone.

  • Prevenzione:

    Vedi Epatite B: È legata all'utilizzo del preservativo e all'evitare di utilizzare strumenti o materiali che vengano in contatto con sangue o fluidi biologici infetti (es. siringhe, lamette da barba, ecc.). Non sono disponibili vaccini.

Epatite E

  • Modalità di trasmissione:

    Orofecale: il virus entra nell'organismo tramite la bocca e viene espulso con le feci.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Anilingus/rimming: contatto bocca-regione perianale (ano e cute circostante). In generale il contagio per via sessuale è raro per questa forma di epatite.

  • Sintomi:

    vedi Epatite B.

  • Decorso:

    Guarigione nella maggior parte dei casi, una piccola percentuale può avere decorso fulminante, non cronicizza.

  • Cura:

    Generalmente non si effettua alcuna terapia.

  • Prevenzione:

    E' legata a pratiche di igiene generale e al miglioramento delle condizioni socio-economiche e sanitarie dei paesi interessati.

HIV e AIDS

  • Modalità di trasmissione:

    Parenterale: i fluidi biologici (eccettuata la saliva, il cui ruolo infettante sembra essere trascurabile) contengono il virus con una carica sufficiente ad infettare l'individuo. Frequente la trasmissione madre-feto qualora la madre non sia sottoposta a terapia antiretrovirale e presenti perciò alti livelli di viremia.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    vedi Epatite B, eccettuata l'inoculazione di saliva.

  • Sintomi:

    L'infezione primaria da HIV presenta sintomi molto variabili: può avere i caratteri sfumati di una forma influenzale, caratteri simil-mononucleosici o anche essere del tutto asintomatica; è pertanto clinicamente indistinguibile da altre infezioni. Qualora l'infezione non venga trattata e proceda verso la sindrome di immunodeficienza, i sintomi saranno quelli dettati dalle infezioni opportuniste contratte dal soggetto.

  • Diagnosi:

    La comparsa degli anticorpi diretti contro le glicoproteine di membrana di HIV I o HIV II (sieroconversione) è l'evento che permette la diagnosi di infezione. Il cosiddetto "periodo finestra" è il lasso di tempo che intercorre tra l'infezione dell'individuo e la comparsa degli anticorpi. Durante questo periodo NON è possibile fare diagnosi di HIV con i test classici. Il periodo finestra può durare fino a 6 mesi, anche se nella maggior parte dei casi è inferiore ai tre mesi.

  • Decorso:

    se diagnosticata e trattata tempestivamente la malattia offre aspettativa e qualità di vita buone. In caso di mancata terapia il soggetto entra in una fase di latenza clinica della durata di 8-12 anni, al termine della quale si presenta il quadro di AIDS conclamata con infezioni opportuniste ad opera di altri patogeni. La prognosi è influenzata fortemente dalla tempestività della terapia.

  • Prevenzione:

    È legata all'utilizzo del preservativo e all'evitare di utilizzare strumenti o materiali che vengano in contatto con sangue o fluidi biologici infetti (es. siringhe, lamette da barba, ecc.). Non è disponibile alcun vaccino.

Gonorrea (o "scolo")

  • Modalità di trasmissione:

    Contagio per via sessuale, contatto dell'essudato purulento infetto con le mucose suscettibili di infezione: mucosa rettale, mucosa uretrale maschile e femminile, mucosa faringea, mucosa della cervice uterina, congiuntiva oculare, infezione madre-figlio durante il parto.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Penetrazione orale/anale/vaginale senza preservativo.

  • Sintomi:

    Cominciano a manifestarsi dopo 2-7 giorni dal contagio, constano di: essudato fibrinopurulento della mucosa interessata (ovvero produzione di pus), bruciore, rossore, prurito, dolore alla minzione se è interessata, come nella maggior parte dei casi, l'uretra.

  • Diagnosi:

    Si effettua tramite coltura di un tampone intriso di essudato.

  • Decorso e cura:

    L'infezione curata adeguatamente esita in guarigione completa, la terapia è di tipo antibiotico (penicillina o altri beta-lattamici, o altri, tra cui ceftriaxone). E' possibile che al termine della terapia sopraggiunga un altro episodio di uretrite (cd uretrite post-gonococcica) curabile con altri tipi di antibiotici.

  • Prevenzione:

    Uso del preservativo.

Sifilide (o Lue)

  • Modalità di trasmissione:

    Contagio per via sessuale, trasmissione madre-feto o madre-figlio durante il parto.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    vedi gonorrea.

  • Sintomi:

    Fase primaria: comparsa di un nodulo non dolente di colore rosso-scuro che presenta una superficie rosa con un fondo rosso vivo dal quale fuoriesce un essudato sieroso, localizzato generalmente a livello dei genitali esterni.
    Fase secondaria: Comparsa di piccole macchie color rosa o rosso su tutta la superficie del corpo, a distanza di circa sei settimane da una fase primaria non curata. Alla fase secondaria segue una fase di latenza clinica che può durare anche anni, in cui il paziente non è sintomatico.
    Fase terziaria: i sintomi dipendono dalla localizzazione delle lesioni "dette gomme", che possono presentarsi in vari organi e apparati, frequentemente a carico del sistema nervoso.

  • Diagnosi:

    attraverso test sierologici (prelievo di sangue) o analisi al microscopio di materiale prelevato dalle lesioni.

  • Decorso e cura:

    la malattia non trattata è potenzialmente mortale, le cure, a base di penicillina e altri beta-lattamici, consentono però di ottenere buoni risultati. Da notare che il soggetto in terapia è in grado di infettare altri individui prima del recupero completo.

  • Prevenzione:

    Legata all'astinenza dall'attività sessuale finchè la remissione della malattia non è completa: il materiale proveniente dalle lesioni cutanee (fasi primaria e secondaria) è in grado di infettare.

Phthirus pubis (Piattole)

  • Modalità di trasmissione:

    Contatto con superfici corporee affette dai parassiti, i quali si localizzano in aree che presentano peli terminali (zona pubica, peli del volto, ascelle, gambe) ma non sul cuoio capelluto.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Il semplice contatto fisico è in grado di trasmettere la parassitosi.

  • Sintomi:

    È possibile che il soggetto avverta un lieve prurito nella fase di deposizione delle uova, dovuto al fatto che la saliva di Phthirus (usata per ancorare l'uovo al pelo) può avere una lieve azione irritante a livello della cute, ma nella maggioranza dei casi non è presente alcun sintomo.

  • Diagnosi:

    I parassiti sono visibili a occhio nudo, sebbene non facilmente in quanto di ridotte dimensioni (gli adulti misurano 1-2mm) e di colorito semitrasparente. Risultano evidenti durante il pasto di sangue, fase in cui assumono un colorito brunastro dovuto al sangue di cui si nutrono. Le uova, anch'esse molto piccole ma visibili a un'accurata ispezione, sono avvertibili al tatto scorrendo con le dita lungo il pelo, ove sono percepibili come un piccolo granello simile a una capocchia di spillo (il pelo normalmente è liscio al tatto).

  • Decorso:

    Se non trattata la parassitosi continua per tempo indeterminato, tuttavia Phthirus pubis non è vettore di alcuna infezione (non infetta quindi l'individuo affetto con nessun'altra malattia).

  • Cura:

    Consta di tre procedimenti principali:
    -uso di un preparato (solitamente in polvere ma anche in lozioni) in grado di uccidere l'adulto ma INEFFICACE contro le lendini (ovvero lo stadio evolutivo di Pthirus quando ancora si trova dentro l'uovo);
    -uso di saponi o lozioni detergenti in grado di sciogliere la saliva di Pthirus e quindi di provocare il distacco delle uova dal pelo;
    -lavaggio ad almeno 90°C di capi di abbigliamento, abbigliamento intimo, asciugamani e lenzuola venuti in contatto con il soggetto affetto (per uccidere le lendini in essi presenti).
    Il trattamento va protratto per circa un mese.

  • Prevenzione:

    Non esistono forme di prevenzione efficaci contro questa parassitosi se non l'evitare il contatto con soggetti affetti, si ricorda però che essa è del tutto innocua per la salute dell'individuo.

Candidosi

  • Modalità di trasmissione:

    Contatto (fisico) occasionale o sessuale con soggetti infetti.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Penetrazione orale/anale/vaginale senza preservativo, cunnilingus.

  • Sintomi:

    Infezione genitale maschile:

    arrossamento del pene, prurito, macchioline rosse o biancastre sui genitali
    Infezione genitale femminile: perdite biancastre, gonfiore e arrossamento dei genitali esterni; dolore mentre si urina e soprattutto prurito nell'area genitale o anale infezione anale: il sintomo dominante è il prurito
    Infezione orale: sintomatologia variabile, dipendente dal tipo di infezione. Si possono avere placche rosse o bianche, bruciore, sapore metallico, bruciore delle commessure labiali (i cd angoli della bocca).

  • Diagnosi:

    Legata ai sintomi e all'esame colturale effettuato su prelievo di materiale dall'area infetta.

  • Decorso e cura:

    A seconda di dove sia localizzata l'infezione si possono intraprendere diversi tipi di terapia (pomate, ovuli vaginali, preparati per somministrazione orale) a base di antimicotici che consentono in breve tempo una guarigione completa.

Herpes genitale

  • Modalità di trasmissione:

    Contagio per via sessuale.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Penetrazione orale/anale/vaginale senza preservativo, cunnilingus.

  • Sintomi:

    Comparsa di macchie rilevate pruriginose di colorito rossastro o di vescicole ripiene di liquido in sede orale o sui genitali esterni. Nella donna, in cui l'infezione è più frequentemente sintomatica, si possono avere anche: perdite biancastre, dolore durante il rapporto sessuale e difficoltà nell'orinare.

  • Diagnosi:

    La semplice visita medica specialistica consente di fare diagnosi di herpes.

  • Cura:

    Terapia a base di aciclovir, i risultati sono buoni nella prima infezione, meno soddisfacenti in caso di recidive (ovvero quando si ripresenta l'infezione).

Condilomi acuminati (o "creste di gallo)

  • Modalità di trasmissione:

    contagio per via sessuale.

  • Pratiche sessuali a rischio:

    Penetrazione anale/vaginale (raramente orale) senza preservativo.

  • Sintomi:

    Comparsa di escrescenze rilevate simili a verruche, morbide, piccole, punteggiate e fessurate, di colore roseo o bruno, talvolta pruriginose, sui genitali esterni o nella cute che circonda l'ano.

  • Diagnosi:

    La semplice visita medica consente di fare diagnosi di condilomi acuminati.

  • Cura:

    Se di piccole dimensioni e in numero esiguo è possibile un trattamento farmacologico con pomate a base di podofillina, altrimenti possono essere eradicati con criochirurgia, laserterapia o elettrocauterizzazione al pari delle comuni verruche del piede.

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