Allinclusive: dibattiti, documentari, presentazioni di libri
Aula Magna Nuova – La Sapienza
ore 15:00
Conferenza
Eteronormatività e mezzi di comunicazione. Il messaggio sessista e omotransfobico nel gioco e nei media
Intervengono
Interventi Associazioni Coinvolte nell'iniziativa
Elena Tebano
Giornalista
Vincenzo Capuano
Docente di Storia del Giocattolo presso l'Università degli Studi Suor
Orsola Benincasa
Fabianna Tozzi Daneri
Associazione Trans Genere
Federico Batini
Ricercatore presso l'Università di Perugia
ore 18:00
Presentazione degli atti del convegno
La storia che non c'era
Il movimento delle lesbiche in Italia
a cura di Arcilesbica nazionale
presenta
Helen Ibry
Arcilesbica Nazionale
Un "filo viola" percorre la storia dei movimenti italiani dagli anni settanta, ma non ne sono esistite fino a oggi documentazione e analisi storica, se non in maniera sporadica e frammentaria. Il volume Il movimento delle lesbiche in Italia, edito da Il Dito e La Luna con introduzione di Luisa Passerini, titolare della cattedra di Storia Culturale all'Università di Torino, tratta di questa storia e intende rispondere all'esigenza di studio dei movimenti lesbici italiani: dalla loro nascita con il FLO (Fronte di Liberazione Omosessuale) di Maria Silvia Spolato, passando per il lesbofemminismo e il separatismo fino alla politica dei diritti e della visibilità cominciata negli anni novanta. Il movimento delle lesbiche in Italia è una raccolta di ricerche di studiose italiane di varia formazione politica, culturale e generazionale, presentate a Roma nel convegno "La storia che non c'era" del giugno 2007 e ora divenute saggi. Il libro è stato curato da un gruppo redazionale volontario mosso dal desiderio di sottrarre gli oltre trent'anni di una storia appassionata e appassionante, densa di luoghi, persone e situazioni, alla frammentarietà delle informazioni e all'oblio. All'interno o in un rapporto dialettico con il movimento femminista e con quello gay e trans, oppure in varie forme autonome, le lesbiche italiane hanno coraggiosamente aperto la via a importanti percorsi di trasformazione biopolitica della società. Ne Il movimento delle lesbiche in Italia non viene affrontata soltanto la storia politica dei movimenti lesbici, ma anche il complesso e affascinante intreccio di militanza, produzione artistica (cinema, letteratura, teatro) e teorica; alcuni saggi sono dedicati, inoltre, a riviste e web come forme di comunicazione autogestite che hanno favorito la creazione di una comunità e di una rete italiana dove le lesbiche potessero cominciare a essere visibili e a esprimersi soggettivamente e collettivamente senza paure e censure. Le curatrici de Il movimento delle lesbiche in Italia sono Monia Dragone, Cristina Gramolini, Paola Guazzo, Helen Ibry, Eva Mamini e Ostilia Mulas, e in questa occasione, dialogheranno con Enrica Capussotti (storica ricercatrice precaria - Universita' di Siena), Paola di Cori (docente di studi culturali e studi di genere - Universita' di Urbino), Elena Petricola (storica della rivista "Zapruder" - Universita' di Torino), Annamaria Tagliavini (direttrice della Biblioteca italiana delle donne). Moderatrice dell'incontro sarà Francesca Polo, presidente nazionale di ArciLesbica ed editrice con Il Dito e La Luna.
ore 20:00
Presso il Cineclub Arsenale
Presentazione del libro
Bareed Mista3jil
Un gruppo di 41 donne libanesi lesbiche, bisessuali, transgender hanno raccontato le loro storie nel libro "Bareed Mista3jil" (Mail in a Hurry), sfidando i tabù sociali e l’articolo 534 del codice penale che punisce con la prigione i "rapporti sessuali innaturali". Prima iniziativa del genere nel mondo arabo, il libro di 223 pagine, disponibile in inglese e in arabo, è stato pubblicato da Meem, un gruppo lgbt. Le sue "lettere al mondo" sono insieme personali e politiche; toccano argomenti come la cittadinanza, la religione, l’identità di genere e l’emigrazione.
Nel febbraio scorso, si è svolta a Beirut la prima Giornata Internazionale contro l’omofobia, che ha visto una notevole partecipazione delle persone lgbt all’indomani di una ennesima aggressione ai danni di due presunti gay. Le lesbiche di Meem dicono che, sotto la continua pressione dell’omofobia, della lesbofobia e della transfobia, molti scelgono di andarsene; e che l’emigrazione è particolarmente alta nella comunità lesbica, dove le donne, specialmente quando si avvicinano alla trentina, scelgono di vivere in società più tolleranti. La pubblicazione del libro, che ha avuto una forte diffusione nelle librerie e nell’ambito universitario, è un contributo senza precedenti al dibattito sociale sui diritti civili in Libano. Il sociologo Steven Seidman, commentandolo in qualità di esperto che ha condotto una ricerca sulle comunità lgbt di Beirut, ha detto che le donne libanesi non eterosessuali hanno poche scelte: sposarsi, lasciare il loro paese, o vivere una doppia vita: "Il matrimonio è l’evento centrale per le donne, indipendentemente dalla classe. La rispettabilità di genere è legata ad un ’buon matrimonio’. La maggior parte delle donne che nel libro raccontano le loro storie sono molto giovani, sotto i 30. Il problema è: cosa accadrà quando superano i 30?". Tuttavia in Libano si è sviluppata una forte comunità lesbica negli ultimi tre anni, e l’uscita di questo libro lo dimostra.
ore 20:30
Proiezione del documentario
The Beirut Apt
Regia di Daniele Salaris
ll piccolo spazio di un appartamento racchiude tematiche di scala internazionale in questo intimo documentario. La legge libanese condanna lesbiche, gay e transessuali, rendendole vulnerabili di minacce e attacchi – anche dalla polizia - e scoraggiandone ogni denuncia. Con riguardo alla sicurezza degli intervistati è stato affittato un appartamento a Beirut dove questi potessero parlare liberamente. Ne emerge uno spaccato della scena queer in Libano, descritta da ragazzi arabi di diverse fedi religiose e background culturali. Con scenari personali non indifferenti: dall’infanzia trascorsa in una zona di guerra, agli Hezbollah e al rinnovato conflitto con Israele, questioni d’identità, sicurezza e libertà si combinano con tematiche di sessualità e di genere. Nonostante le differenti culture di origine, queste eloquenti individualità condividono la lotta per vivere autenticamente in una cultura che nega la loro esistenza.








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